venerdì 7 aprile 2017

I luoghi della Strabologna tra palazzi nobiliari e torri

I percorsi dell’edizione 2017 della Strabologna, mini, medio e maxi, si snodano, come sempre, tra le strade del centro storico della città, attraversando storiche aree come il ghetto ebraico, costeggiando palazzi aristocratici e torri, fornendo inaspettati squarci su canali nascosti … Per condividere la corsa anche con chi non parteciperà, ho scelto alcuni monumenti e luoghi importanti per i bolognesi, come tappe simboliche del percorso che faremo il 14 maggio.

Uno dei primi luoghi storici che si incontra lungo ciascuno dei 3 percorsi, perché sito in via Ugo Bassi, subito dopo la partenza, è il Mercato delle Erbe. Il primo Mercato delle Erbe aveva luogo in realtà in Piazza Maggiore: dal 1200 per quasi 600 anni, contadini e piccoli produttori, si ritrovarono in questo luogo per vendere i propri prodotti. Nel 1877 il Comune di Bologna decise di trasferire il mercato in Piazza de’ Marchi (oggi Piazza San Francesco) e in Piazza Aldrovandi. Furono quindi traslocate circa 450 bancarelle, equamente divise tra le nuove sistemazioni, e in piazza de' Marchi fu costruito un mercato coperto capace di contenere 250 postazioni. Solo nel 1910 il Mercato delle Erbe fu spostato in via Ugo Bassi in un edificio appositamente costruito trasferendolo in quella che sarà la sua sede definitiva. Il Mercato delle Erbe rappresenta il cuore originario del centro cittadino, un luogo dove, oltre che al commercio, si può “assaggiare” la storia di Bologna strettamente legata alla gastronomia, al cibo e alla tradizione. Oggi, nelle sale attigue al corridoio principale, nelle cosiddette “piazzette”, sono presenti anche osterie, ristoranti ed enoteche.


In via Galliera, precisamente al civico 8, troviamo Palazzo Aldrovandi, con la sua facciata priva di portico, ben visibile comunque per lo stile barocco. Iniziato nel 1725, sul precedente impianto quattrocentesco della casa Aldrovandi, da Francesco Maria Angelici per volere del cardinale Pompeo Aldrovandi il palazzo fu portato a compimento nel 1752 da Alfonso Torreggiani.  Al suo interno numerosi affreschi di Vittorio Maria Bigari e Stefano Orlandi che rappresentano vicende della nobile casata. Molti dei preziosi oggetti collezionati dagli Aldrovandi si trovano oggi al British Museum.

Lungo via Zamboni, in zona universitaria, si trova il Teatro Comunale di Bologna, che aprì le sue porte al pubblico per la prima volta nel 1763 proprio il 14 maggio. La storia del teatro d’opera di Bologna non comincia però con il Comunale, ma con l’allora Teatro Malvezzi che, essendo tutto in legno, venne distrutto dal fuoco nel  1745.
Vicinissimo al Teatro Comunale, sempre in via Zamboni, sorge l’Oratorio di Santa Cecilia al cui interno si trova un raro ciclo di affreschi di pittori bolognesi ed emiliani del primo Cinquecento, motivo per cui viene a volta denominata la "cappella Sistina" di Bologna.

Bologna lo sappiamo è una città di acqua e canali nascosti e anche quest’anno la Strabologna ci regala uno squarcio tra i palazzi davvero speciale, un angolo che viene anche chiamato “la piccola Venezia”. Lungo via Piella, infatti, si apre una finestrella sul Canale delle Moline, che, per il resto del suo corso, resta, invece, nascosto alla vista, rinchiuso tra le case. Nella Bologna medievale i canali erano molto importanti per le comunicazioni e alcuni erano navigabili. Il Canale delle Moline, in particolare, era utilizzato per produrre l’energia necessaria a muovere ben 15 mulini ad acqua della città.

Con nomi delle strade quali “via dell’inferno” giungiamo quindi nel Ghetto ebraico, l'area della città che, a seguito della bolla del 14 luglio 1555 emanata da Papa Paolo VI , fu destinata a contenere la comunità ebraica. Il ghetto era completamente separato dal resto della città e l'accesso era regolato da tre cancelli che venivano rigorosamente sbarrati al tramonto.  La segregazione, pero’, non doveva impedire le relazioni economiche e quindi due dei tre portoni erano situati nei pressi dei banchi dei cambiavalute in modo che i clienti potessero accedervi senza entrare nel ghetto.

Foto di Andrea Chianura
Altra caratteristica di Bologna, più evidente dei canali del Reno, ormai quasi completamente interrati, sono le torri. Nel periodo di massima diffusione – tra il XII e il XIII secolo - se ne contano un centinaio, ora ne sono rimaste 24. Costruite più come simbolo di potere che come difesa, le più famose sono la torre degli Asinelli e la sua “gemella” la Garisenda. I nomi derivano dalle famiglie che le fecero costruire o, a volte, dal luogo in cui si ergono. I nomi di Asinelli (la maggiore) e Garisenda (la minore) derivano dalle famiglie a cui tradizionalmente si attribuisce la costruzione, fra il 1109 ed il 1119. La Torre degli Azzoguidi , che incontriamo lungo il percorso della Strabologna, prende il nome dalla famiglia che la fece costruire nella seconda metà del XII secolo. E’ però anche detta Torre Altabella in quanto si trova, appunto, in via Altabella. Con un’altezza di 61 metri è la seconda torre di Bologna dopo quella degli Asinelli.

L'arrivo dei tre percorsi è davanti alla Basilica di San Petronio: la chiesa “incompiuta” che avrebbe dovuto essere la più grande d’Europa (non solo la copertura con marmo della facciata non è terminata ma la pianta avrebbe dovuto essere a croce latina con un transetto largo 137 metri) se non fosse per l’invidia di Roma … questo almeno è il motivo che a noi bolognesi piace ricordare

Foto di Andrea Chianura

LO SAPEVATE CHE?
Nel 1530 la Basilica fu scelta da Carlo V come sede per l'incoronazione a imperatore del Sacro Romano Impero da parte di Clemente VII,  il 24 febbraio di quell'anno.





Foto di Andrea Chianura

Ed è qui ci si chiude anche la Strabologna 2017, davanti al luogo simbolo della città, simbolo così forte e sentito da vedere l'incoronazione di un imperatore e da venir scambiata da molti per la cattedrale, che è in realtà San Pietro...ma questa è un'altra storia.

Fonti:  
 www.bolognawelcome.com, wikipedia, www.bibliotecasalaborsa.it




Il 14 maggio insieme a un gruppo di amici correremo la Strabologna a sostegno del progetto "scuole libere dal fumo" della sezione bolognese della Lega Italiana per la Lotta contri i Tumori
Puoi aiutarci anche tu con una piccola donazione: basta un click sull'icona di fianco.


martedì 4 aprile 2017

Una Strabologna smoke free

Il 31 maggio è la giornata mondiale senza tabacco: dal momento che la StraBologna si corre proprio in maggio, quest’anno ho deciso di correrla a sostegno del progetto ”scuole libere dal fumo” della sezione bolognese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Il programma Scuole Libere dal Fumo affronta il tema della prevenzione dell’abitudine al fumo di sigaretta con azioni di contrasto al Tabagismo nel contesto scolastico considerato come luogo di lavoro, educazione e vita.

Alcuni dati: 
L’ HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) riporta che l’abitudine tabagica tende a crescere con l’età, passando dall’1% dei ragazzi di 11 anni al 23% di quelli di 15 anni. Il consumo più frequente di sigarette (1-5 sigarette/giorno, 6 o più sigarette/giorno) riguarda il 12% dei ragazzi di 15 anni. L’iniziazione al fumo avviene nei ragazzi di 13 anni. (Fonte: “Stili di vita e salute dei giovani in età Scolare- Rapporto sui dati regionali HBSC 2009 -2010 Regione Emilia-Romagna”).
Il consumo di tabacco rappresenta una delle principali minacce per la salute dell’uomo, essendo responsabile di circa 5 milioni di decessi ogni anno (WHO, 2009) e uno dei principali fattori di rischio per malattie croniche, dai tumori alle patologie polmonari e cardiovascolari.

Per questo il progetto della Lilt è così importante!

Potete sostenerci con una piccola donazione cliccando sull’icona a fianco:
ogni contributo è …. una boccata di aria fresca per i nostri polmoni!  :-D


venerdì 31 marzo 2017

#Teen4food

Lo scorso maggio con un gruppo di amici ho corso la Strabologna per raccogliere fondi per il progetto #Teen4Food della Sezione bolognese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

#Teen4food è un progetto di prevenzione dei tumori attraverso la promozione di alimentazione sana e stili di vita salutari: si tratta di una mini-guida, di facile consultazione, per aiutare insegnanti e genitori a riconoscere i disturbi del comportamento alimentare nei minori.

Pochi giorni fa l'opuscolo ha finalmente visto la luce, stampato in 500 copie, è ora disponibile  anche online a questo link

Alimentazione incontrollata, ortoressia, drunkoressia … termini ancora poco conosciuti - rispetto alle tristemente famose anoressia e bulimia nervosa – ma che dovrebbero mettere in guardia chi ha la responsabilità di educare i giovani adulti. Perché la vigoressia (l’ossessione per la propria prestanza fisica) può arrivare fino alle dipendenze da sostanze e l’ortotessia (una patologica ricerca della purezza tramite il cibo) rischia di creare isolamento sociale, ansia e deficit nutritivi e così via. E un’alimentazione errata è responsabile di circa 3 tumori su 10.

La maggior tutela degli adolescenti passa però da una più elevata consapevolezza di genitori, insegnanti o di chiunque abbia un ruolo educativo nei confronti dei ragazzi. Proprio a queste figure si rivolge il manuale #Teen4food curato da un team di professionisti, dietiste, 
 psicologi e medici.

Il volume è di agile consultazione: elenca con un linguaggio non complesso, una ad una, le emergenti condizioni di disturbo alimentare giovanile, indicando quali sintomi tenere sotto controllo a tavola o nella quotidianità familiare per accorgersi di eventuali deviazioni comportamentali. Ogni condizione è corredata dai commenti della psicologa, e dagli aspetti clinici e dalle complicanze mediche. Nell’ultima parte vengono riportati alcuni tipici stili di vita non salutari delle giovani generazioni (cibo spazzatura, sedentarietà, saltare i pasti, etc), il tutto corredato da una utile bibliografia e sitografia.

Buona lettura!

#Teen4Food


lunedì 20 giugno 2016

#Teen4Food - binge eating disorder

Il 15 maggio scorso abbiamo corso la StraBologna, pert la terza volta come TeamLILT, per sostenere #Teen4Food, un progetto di prevenzione primaria della LILT Bologna rivolto ai giovani di tutto il mondo. Il progetto mira ad informare e sensibilizzare i giovani sui comportamenti alimentari sbagliati attraverso la produzione di un opuscolo in Italiano e Inglese che, oltre ad essere stampato, verrà messo online sul sito dell’associazione perché chiunque da qualunque parte del mondo possa scaricarlo gratuitamente.
Di seguito il primo estratto (dal sito Lilt bologna):

Si parla sempre più di BED (binge eating disorder), una sindrome che non va confusa con la bulimia nervosa. Il bulimico ingurgita cibo e poi cerca di non metabolizzarlo, espellendolo; spesso il suo peso è normale. Il malato di BED non ha questi comportamenti compensatori. Mangia tanto e frequentemente; si abbuffa clamorosamente almeno 1 volta la settimana. Il suo destino probabile è il sovrappeso e l'obesità.

Esistono campanelli d'allarme: i genitori dei ragazzi afflitti da BED possono accorgersi dell'alterato comportamento dei figli nei confronti del cibo se trovano insolite sparizioni dalla dispensa o confezioni alimentari abbandonate nella spazzatura. In generale, si può dire che il rapporto della ragazza - la sindrome colpisce infatti sopratutto donne - è problematico, ostile. La giovane perde spessissimo il controllo davanti al cibo: mangia tanto, mangia rapidamente. E alla fine di sente spiacevolmente piena, depressa e in colpa per aver esagerato.

Le complicanze mediche non tardano a venire: il sovrappeso e l'obesità, oltre all'aumentato rischio di cancro, portano con sé anche il corollario di patologie dismetaboliche (iperinsulinismo, diabete mellito tipo 2, alterazione dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ipertensione arteriosa), alterazioni ormonali, problematiche osteoarticolari (artrosi, fratture, etc) e respiratorie (insufficienza respiratoria, sindrome delle apnee notturne, etc).

Il progetto LILT #Teen4food vuole opporsi a tutto ciò. Vuole indicare con chiarezza agli adolescenti, nelle scuole, gli scogli pericolosi che rischiano di fare affondare la loro salute. Perché, anche in questa fascia di età, dotata di una tipica miopia temporale si diffonda la consapevolezza che la salute non è per sempre: siamo noi, con il nostro comportamento, che possiamo orientare il nostro destino.

Si puo' ancora contribuire a sostenere il progetto #Teen4Food: link

lunedì 16 maggio 2016

La nostra StraBologna 2016

ore 9.15 i primi runner si trovano in un caffè in via Altabella mischiati ai pochi turisti mattinieri per fare colazione in una Bologna ancora dormiente e silenziosa














ore 10.00 ci siamo già tutti, preparativi ultimati, ognuno con la sua dedica sulla schiena "IO CORRO PER"per dedicare la nostra corsa a chi ci ha lasciato, ai familiati e amici che non ci sono più, a chi sta ancora stanno lottando o anche solo a un amico.


 il Team Lilt è al completo...siamo pronti! ...pronti per le foto di rito, per la corsa, per vivere insieme questa esperienza che ormai da 3 anni ci riunisce.
























Il percorso:7 km tra canali sommersi e bolle papali link

Abbiamo corso per sostenere il progetto #Teen4Food della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: link al progetto

sabato 30 aprile 2016

7 km tra canali sommersi e bolle papali

La Strabologna…7,7 km tra le viuzze del centro storico di bologna…tutto da scoprire. Seguitemi!

Risalendo via Rizzoli insieme a una festante e colorata folla, percorreremo via Ugo Bassi: le due vie dello shopping del sabato pomeriggio. Dando le spalle alle caratteristiche due torri arriviamo in piazza San Francesco con l’omonima basilica al cui esterno si trovano le imponenti Arche dei glossatori. Da qui imbocchiamo via del Borghetto dove nel Settecento abitò anche il pittore Giuseppe Maria Crespi detto "Lo spagnolo". 
Girato l’angolo ci troviamo in via del Pratello, ora area pedonalizzata famosa per i locali caratteristici e le osterie … e anche per un po’ di rumore notturno soprattutto nei caldi mesi estivi.
Le origini di via del pratello risalgono all’epoca romana. Nell'Alto Medioevo, quando per le frequenti scorrerie Bologna decise di dotarsi di un sistema murario, la strada rimase fuori dalle mura e iniziò il degrado della zona, che entrò nell'ampia area chiamata "civitas antiqua rupta" diventando ben presto aperta campagna. Fu in questo periodo che la zona iniziò a essere chiamata come oggi: il nome "Pratello" deriva infatti da "Peradello"cioè "luogo alberato con peri". Anche altre vie limitrofe prendono il nome dagli alberi che le caratterizzavano: via Nosadella a causa dei noci, via Frassinago per via dei frassini. Nomi che evocano immagini di piccoli boschetti in quello che ora è il cuore della città.

Da via del Pratello svoltiamo in via Pietralata che prende il nome da un vecchio insediamento romano distrutto. Questo era diventato per il popolo una "pietra larga", e così la via che portava alla "pietra larga" ("lata" in latino) divenne via Pietralata. … e io che avevo invece sempre immaginato una “pietra alata” senza mai soffermarmi troppo sul perché di un nome che era quasi un ossimoro.

Uscendo dal Pratello, con l’intenzione di tornarci nei prossimi mesi per cene e bevute con gli amici, si percorre via San Felice e quindi via Riva di Reno fino a via delle Lame.

Via Riva di Reno è detta così perchè sotto vi scorre il Canale del fiume Reno che, prima di essere coperto nel dopo guerra, veniva usato per lavare i panni (da qualche parte c’e’ anche un monumento alla lavandaia). Per superare i numerosi dislivelli del canale e consentire il transito delle barche in salita e in discesa, furono costruiti diversi sostegni, sbarramenti in muratura dotati di chiuse di metallo simili a delle "lame", da cui prende il nome appunto via delle Lame. Il dislivello più importante era quello del Battiferro, di addirittura 5 metri, tanto da permettere il funzionamento anche di alcune macchine idrauliche.

Bologna … una città d’acqua dopo tutto. D’acqua e di industria.

Nello slargo fra Via Riva di Reno e Via Galliera si trova la cinquecentesca chiesa della Madonna della Pioggia al cui interno è conservata l'Adorazione dei pastori di Agostino Carracci. La Madonna della Pioggia prende il nome, dopo essere stata Chiesa di San Bartolomeo di Reno (in quanto accanto ad essa nel medioevo scorreva, prima di essere interrato, il canale), dalla tavola della Vergine della Pioggia considerata miracolosa in virtù dell'aiuto offerto ai Bolognesi durante un grave periodo di siccità avvenuto nel '500.  Interessante come anche la Beata Vergine di San Luca sia legata alla pioggia seppur per il motivo contrario: la sua entrata in città il 5 luglio 1433 causò la fine della pioggia che rischiava di rovinare i raccolti.


Lo sapevate che? Via Marconi fu dedicata in epoca fascista ai fasti di Roma prendendo quindi il nome di via Roma. E’ stata dedicata al fisico bolognese e inventore della radio, Guglielmo Marconi, solo nel 1949.



Ci addentriamo lungo alcune viuzze fino alla storicissima via Galliera, un tempo, prima della costruzione della parallela via dell’Indipendenza, la strada più bella del centro, luogo di incontro e di passeggio per nobili dame e i loro accompagnatori.
Qui all’incrocio con via Riva di Reno, si erge palazzo Felicini, tutt’ora quasi interamente conservato nella sua originaria architettura, che, oltre a custodire fra le sue mura importanti opere di scuola bolognese, ospitò agli inizi del Cinquecento, Leonardo da Vinci e Filiberta di Savoia. Una leggenda narra anche che la Gioconda (Monna Lisa) venne dipinta proprio qui, con Filiberta di Savoia come “modella” e non Lisa di Francesco Giocondo, come vuole la tradizione.

Percorrendo via de’ falegnami, via Augusto Righi e via Venturini, con la consapevolezza che sotto di noi scorre un fiume, arriviamo in piazza VIII Agosto, ora sede del settimanale mercato della “Piazzola”.
Questo ampio spazio, che vanta origini romane, prese il nome di Piazza del Mercato nel 1251 in quanto luogo destinato al mercato del bestiame. Dopo aver ospitato numerose attività, nel periodo napoleonico Piazza del Mercato fu ribattezzata Piazza D'Armi per via delle esercitazioni e attività militari che vi si tenevano, mantenendo questa denominazione fino all' 8 agosto 1848. In questa data il popolo bolognese sconfisse le truppe austriache e in segno di vittoria diede il nome di quel giorno alla piazza che aveva ospitato la contesa.

Dalle rivoluzioni armate a quelle culturali: ci spostiamo nella zona universitaria.

L’ Università di Bologna o Alma Mater Studiorum è la più antica università d'Europa. … e io mi pregio di averla frequentata.
L'anno della sua fondazione è il 1088, data fissata, in occasione dell'ottavo centenario, da una commissione presieduta da Giosuè Carducci. Il fondatore è considerato Irnerio, un giurista e glossatore medievale, a cui è infatti dedicata una grande via vicina dove hanno sede tutt’ora le facoltà di fisica, agraria, biologia, matematica … luoghi di ricordi …

Dopo aver percorso in lungo e in largo quasi tutta la zona universitaria, la corsa arriva in via delle Moline che prende il nome dall’omonimo canale, prosecuzione del canale del Reno. Per buona parte del suo itinerario il canale delle Moline è rinchiuso tra le case e per questo nascosto alla vista. Di recente sono stati riaperti gli affacci sui ponti delle vie Oberdan e Malcontenti. Dopo aver quindi sbirciato dalla suggestiva finestrella di via Piella ci fermiamo al 24 di via Oberdan dove si trova la statua del cane Tago. Questa statua in terracotta fu commissionata nel 1777 all'artista forlivese Luigi Acquisti dal marchese Tommaso de' Buoi per celebrare la fedeltà del proprio cane che, per la gioia di veder rincasare il padrone dopo una lunga assenza, si sporse dal davanzale della finestra fino a cadere e quindi morire. Una storia in verità un po’ triste …

L’ultimo angolo di centro storico che percorriamo è il ghetto ebraico: un dedalo di viuzze in cui non batte  quasi mai il sole, destinato a contenere la comunità ebraica in seguito alla bolla papale del 1555 emanata da papa Paolo IV.

Il ghetto aveva due accessi che creavano due luoghi separati non comunicanti tra loro per aumentare ancor più il disagio di chi già non era libero di andare e venire. Ogni accesso aveva un serraglio che veniva aperto la mattina e chiuso alla sera ed era piantonato da guardie del papa. I bolognesi cristiani tuttavia erano restii a seguire i dettami papali e molte attività economiche intrattenute con gli ebrei, tra cui l’utilizzo del Banco dei Pegni per i prestiti di denaro, continuarono, nonostante l’esistenza del ghetto e le ordinanze ecclesiastiche. E di questa indipendenza e noncuranza delle leggi ingiuste siamo in fondo tutt’ora orgogliosi.

Con il ghetto si chiude, molto prima del tramonto spero, anche la nostra corsa. Da piazza di porta Ravegnana - una delle entrate del ghetto - torniamo in via Rizzoli e concludiamo in piazza Maggiore, una delle prime piazze costruite in Italia dopo la caduta dell’impero romano, epoca in cui le piazze erano invece costituite dai fori e dalle basiliche. Piazza Maggiore venne costruita esattamente nel 1200 come luogo pubblico di aggregazione … e lo è tutt’ora. Qui ci ristoreremo con biscotti e te’ freddo felici del traguardo raggiunto consapevoli che la cosa più importante resta però non la meta ma il cammino e i compagni di viaggio.

Appuntamento quindi col TeamLILT domenica 15 maggio alle ore 10 in via Altabella (il cui nome e segreti vi svelerò un'altra volta) per la Strabologna 2016.

Il percorso: piantina
Fonti: wikipedia e il sito bologna.welcome.com


Il 15 maggio correro' la strabologna per raccogliere fondi per la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: potete partecipare con una donazione qui






venerdì 8 aprile 2016

Hanno già avuto

Vivi per aiutare i vivi - di Giuliano

Non sono mai andato a funerali di massa, quelli celebrati in onore di persone famose e di successo: uomini politici, attori, giocatori, cantanti ecc . Di loro dico, con le parole di Gesù, "hanno già avuto", hanno avuto soldi e riconoscimenti in vita, perchè continuare ad attribuirglieli dopo la morte? Tanto più che il successo in vita non è quasi mai sintomo di saggezza, virtù, verità.
Ho sempre preferito seguire il feretro di defunti senza seguito o deporre un fiore su una tomba nuda e spoglia.

La stessa dinamica si ripete per le donazioni di denaro: la gran massa dona a chi ha già denaro e versa il proprio denaro a chi più ne ha: Chiesa cattolica, sindacati, partiti.......inducendoli nelle tentazioni che tutti conosciamo (si è responsabili anche dei difetti altrui quando li si induce in tentazione).

Esistono poi anche meritorie organizzazioni laiche (come Emergency o ANT ...) che sono piene di contributi sia pubblici che privati perchè, appunto, chi dona il più delle volte segue campagne pubblicitarie ben organizzate e finanziate e i soldi finiscono cosi' a chi ne ha già.

Di partiti e sindacati non occorre dire, della Chiesa mi limiterò a ricordare (perchè nessuno a Bologna lo vuol dire pubblicamente) che la diocesi di Bologna ha ereditato di recente una fabbrica (con forte attivo) e ne ha affidato la gestione a una finanziaria la quale ha deciso di chiudere uno stabilimento in Lombardia (250 licenziati) e di trasferirne la produzione in un paese dell'est, intanto la curia bolognese incassa dividendi per diversi milioni di euro ogni anno.

Dice Gesù: "lascia che i morti seppelliscano i propri morti".

Seguire il feretro di successo è seguire i morti da morti, seguire il denaro accumulato è seguire denaro inerte da inerti.

Per questo da tempo io faccio piccole donazioni (ho modeste possibilità) SOLO a piccoli progetti in cui vedo emergere qualcosa di vivo, nella convinzione che da questi piccoli semi possa nascere lentamente una nuova forma di uso del proprio denaro, non carità nè spreco (regalare una fabbrica alla Chiesa è puro spreco), ma VITA, progetti sociali. Ne indico per il momento uno:

Giorgia correrà con un gruppo di amici alla Strabologna di Maggio per raccogliere 1000 euro necessari a pubblicare un opuscolo (da distribuire nelle scuole) sulle devianze alimentari degli adolescenti nell'ambito di una più vasta opera di prevenzione oncologica della LILT.

Ecco, invito ad aiutare questo piccolo progetto sostenuto da giovani che chiedono poco e quel poco bene useranno.

Vivi per aiutare i vivi.